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INFORMAZIONI TURISTICHE |
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La Lunigiana è quel territorio situato a nord della provincia di Massa Carrara, identificabile con la vallata del fiume Magra, attorniato dalle cime dell’Appennino tosco-emiliano e delle Alpi Apuane, e affacciato sul mare ligure. La Lunigiana trae il suo nome dall’antica città di Luni, fondata dai Romani nel II secolo a.C.. Nel territorio sono ancora presenti le tracce della storia italiana ed europea a partire dall’età preistorica, attraverso il Medioevo, per giungere fino all’epoca Moderna; è pertanto caratterizzato da numerosi castelli, pievi romaniche e borghi, che testimoniano il susseguirsi dei vari popoli che vi si sono insediati: dagli originari Liguri-Apuani, ai Romani, Bizantini, Longobardi fino alla dinastia dei Malaspina nel periodo feudale, che ha lasciato un’impronta importante in molti luoghi di questa zona (“La riviera di Levante”). La Lunigiana costituisce inoltre una tappa di grande rilievo nel percorso della Via “francigena”, che da Canterbury portava a Roma, rappresentando, dall’inizio del secondo millennio, la via maestra percorsa da migliaia di pellegrini in viaggio verso Roma e i luoghi Santi, così come da eserciti, mercanti ed artisti, che contribuirono all’incontro e comunicazione tra diverse culture e modi di vita. Per la valorizzazione del patrimonio storico dell’antico percorso è sorta nel 2001 la “Associazione dei Comuni Italiani della Via Francigena”, che comprende oltre 30 comuni e province di sette regioni e della quale fa parte anche il Comune di Villafranca in Lunigiana (“ Villafranca, cuore della Lunigiana”). |
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Museo Etnografico della Lunigiana (“Villafranca cuore della Lunigiana”): tappa fondamentale per coloro che vogliono conoscere l’affascinante cultura popolare della Lunigiana. Il museo è situato in un complesso di edifici storici comprendenti gli antichi mulini di Villafranca. E’ articolato in sezioni che, attraverso gli oggetti della vita quotidiana, gli strumenti e attrezzi di lavoro, i manufatti artigianali, illustrano le attività basilari dell’economia e gli usi e costumi delle comunità rurali del territorio. I temi che percorrono le tredici sezioni del museo sono il commercio e tradizioni; i cicli produttivi, quali la lavorazione delle castagne, della canapa, del latte; attività artigianali, come la lavorazione del legno, pietra e ferro; e infine le attività agricole. Di sera, rimanendo nelle vicinanze, si può visitare il mercatino medievale che ha luogo, per 6 giorni nel mese di agosto, nel borgo di Filetto. I visitatori avranno l’occasione di immergersi in un’atmosfera incantata e surreale e di rivivere personaggi, attività e scene di un tipico mercato dell’età medievale; negli antichi fondi, artigiani ed artisti dimostreranno la loro abilità nelle arti del legno, pietra, tessitura, ceramica e intreccio; si svolgeranno spettacoli di sbandieratori, gruppi storici, armati, mangiafuoco; eccezionale la possibilità inoltre di gustare gli antichi sapori della tradizione locale.
Museo delle Statue Stele (“La Riviera di Levante”): allestito nel castello del Piagnaro, che sovrasta l’abitato medievale di Pontremoli, raccoglie in originale, o in calco, tutte le statue stele della Lunigiana. Si tratta di statue antropomorfe, maschili e femminili, in pietra arenaria, innalzate dalle popolazioni che abitavano questa zona prima dell’arrivo dei Romani. Il museo si articola in due sale introduttive, che spiegano il fenomeno delle statue stele e propongono la ricostruzione del contesto di scavo per pervenirle, e sei sale espositive disposte in ordine tipologico. Da Pontremoli si può passare in serata a visitare un’interessante manifestazione: l’assegnazione del Premio Bancarel’Vino, che ha luogo 3/4 giorni all’inizio di agosto nel borgo di Mulazzo. Questa rassegna ha lo scopo di premiare la migliore produzione enologica dei migliori vitigni rappresentativi di un territorio; un’opera editoriale o un comunicatore che abbia saputo valorizzare il vino e la cultura enogastronomia; un’azienda o persona che abbia promosso la cultura enogastronomia di un territorio. Il pubblico può partecipare a questa manifestazione, girare tra i vari stand, degustare i vini ed eventualmente anche comprarli.
Museo della Stampa “Jacopo da Fivizzano”: ideato da Loris Jacopo Bononi per ricordare il legame fra la Lunigiana e la stampa: i primi libri con caratteri tipografici sono stati infatti stampati a Fivizzano intorno al 1470. Il museo si propone dunque di illustrare il tema "Dal manoscritto medioevale all'incunabolo, alla macchina per scrivere, al computer e oltre". La collezione è suddivisa in tre sezioni: le prime due riguardano il contributo che Fivizzano ha apportato alla comunicazione scritta, in un primo momento con Jacopo da Fivizzano, tra il 1470 e il 1474, che stampò testi di Virgilio, Cicerone, Giovenale, servendosi per la prima volta dei caratteri tipografici; in un secondo momento, nel 1802, con Agostino Fantoni, che inventò la prima macchina da scrivere; la terza sezione infine è dedicata al piccolo centro di Parana, luogo natale dell’editore e libraio Maucci. Sempre nel comune di Fivizzano si può anche visitare, unitamente ad una mostra sui mulini, l’Antico Mulino di Arlia (“Qualità Lunigiana”), vecchio mulino ad acqua a tre macine con rotori orizzontali, recuperato e reso ancora funzionante dalla Comunità Montana della Lunigiana.
Le Alpi Apuane si stagliano sullo sfondo del paesaggio della Lunigiana, e la luce bianca che si vede brillare non è neve ma bensì marmo.
130 sono le cave marmifere oggi ancora in attività, mentre quasi un migliaio si sono ormai esaurite o sono state abbandonate. Si ricorda infatti Cesare come pioniere dell’attività estrattiva, anche se lo sfruttamento sistematico delle cave avvenne solo in epoca augustea. Dopo la decadenza medievale le cave carraresi tornarono ad essere attive nel XIII secolo e, tra Quattrocento e Cinquecento, numerosi artisti, a partire da Michelangelo, vi si recarono per poter scegliere personalmente il blocco di marmo da scolpire o con cui rivestire le cattedrali (“Toscanamare”). Proponiamo perciò una visita guidata ad un laboratorio del marmo, la Cava Scuola (www.scolpireilmarmo.it), dove si può assistere ad una dimostrazione delle tecniche di scultura di questo materiale pregiato. Il pranzo sarà a scelta, o presso un ristorante tipico, o alla larderia, punto di produzione e degustazione del famoso lardo di Colonnata, dove si potrà appunto assaggiare, oltre al lardo, salumi misti, formaggi toscani, pane casereccio etc. Per giungervi si passerà attraverso la galleria che congiunge i due principali bacini marmiferi (Colonnata e Fantiscritti), luogo interessante e suggestivo, scavata a mano negli anni Trenta ed utilizzata ancora oggi per il trasporto dei marmi. In seguito si visiterà la cava sotterranea: la galleria Ravaccione, località Miseglia, Carrara. Il tour prosegue poi nella città di Carrara all’Accademia delle Belle Arti (www.accademia.carrara.it), che ha sede nel Palazzo Cybo Malaspina, edificio composto di due nuclei: il primo risalente al 1187 costituito dall’antica “rocca” fu più volte ampliato e riporta oggi chiaramente le caratteristiche che giustificano la sua antica origine (la struttura severa e squadrata, la torre merlata, il portale trecentesco); si incontrano poi il Cortile Quattrocentesco ornato di decorazioni, stemmi e opere in marmo. Al primo nucleo fu aggiunto nel secolo XVI il corpo del Palazzo rinascimentale del Principe voluto da Alberico Cybo Malaspina. L’ingresso da cui si accedeva al Palazzo è adibito oggi a Biblioteca, da cui si diparte l’imponente scalone in marmo che conduce alla Sala dei Marmi, che contiene un rarissimo campionario dei marmi italiani. Vi sono poi da visitare l’Aula Magna, la Pinacoteca, la Gipsoteca e i vari cortili.
Museo Cà Lunae (Castelnuovo Magra) articolato in: la nuova cantina, recentemente inaugurata, dove, in botti di rovere e barriques, maturano i vini della produzione Lunae; il museo dedicato alla cultura materiale del vino “Il presente della Memoria”, nato dall’idea di creare un percorso evocativo nel mondo contadino della Lunigiana storica, attraverso una collezione di antichi oggetti agricoli; l’antica liquoreria Essentiae Lunae, dove si possono osservare, attraverso un’ampia vetrata, gli antichi metodi di produzione dei liquori liguri. Il Museo è composto di cinque sale in cui si assiste a visioni di luoghi, momenti e persone che hanno caratterizzato il territorio della Lunigiana: la terra, la vendemmia, l’artigiano, la cantina e il vino. Inoltre, nell’enoteca interna alla cantina, sarà possibile degustare ed acquistare i vini e tutte le altre specialità di produzione LUNAE (www.calunae.it). Altra azienda interessante da visitare è quella del signor Bedini, produttore del miele di Lunae, che sarà lieto di mostrarvi il laboratorio dove viene conservato il prodotto, spiegandovi anche le sue tecniche di produzione e di trattamento. Sempre a Luni è situato il Museo Archeologico Nazionale, inaugurato nel 1964 per raccogliere i numerosi reperti rinvenuti presso l’area di scavo, che sorge in prossimità dell’antica foce del fiume Magra. Approdo naturale usato dagli Etruschi e controllato dai Liguri, divenne dapprima un porto militare romano, e successivamente, colonia fondata da duemila cittadini romani. Nel complesso del Museo e della prospiciente zona archeologica, oltre ai numerosissimi reperti (statuaria, vasellame domestico, monete etc.), sono presenti sezioni di architettura sacra dedicata al Capitolum, al santuario della dea Luna, al Grande Tempio e al tempio di Diana. Nella zona archeologica si possono inoltre visitare la Casa dei Mosaici, la Domus settentrionale, il Decumano Massimo, il portico del Foro e, oltre la Porta Orientale, l’Anfiteatro di età augustea.
Il centro storico di Sarzana e la Cittadella meritano una passeggiata per essere ammirati. Sarzana si presenta come un moderno centro artigianale, agricolo e turistico con un immenso patrimonio artistico, mantenendo intatte quasi tutte le caratteristiche di città murata cinquecentesca. La sua nascita e sviluppo sono avvenuti in concomitanza alla caduta della vicina Luni nel IV e V secolo, che si andava spopolando a causa delle mutate condizioni geografiche (il mare si era infatti ritirato trasformando l’antico porto in una zona di paludi e stagni) e i cui abitanti migrarono sui colli circostanti, raccogliendosi intorno alla residenza del Vescovo, che si trasferì a breve anch’esso da Luni a Sarzana. Fu solo intorno all’anno 1000 che si formò più a valle il vero e proprio nucleo della città (“Riviera di Levante”). In seguito ci si sposta verso l’imponente fortezza di Sarzanello, che domina maestosa la vallata sottostante. Eretta nel 1322 da Castruccio Castracani, a pianta triangolare equilatera, circondata da fossato.
Oltre alla visita della fortezza, dalla metà del mese di luglio, sarà possibile partecipare, tutti i venerdì e sabato, a cene medievali e rinascimentali allestite a lume di candela sulle terrazze e torrioni della Fortezza, accompagnate da feste e spettacoli (www.fortezzadisarzanello.com). |
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Il Premio Bancarella è un premio letterario nato nel 1953, consegnato nella città di Pontremoli ogni anno l'ultimo sabato o domenica di luglio. Una prima selezione stabilisce i sei libri finalisti del Premio Selezione Bancarella tra cui è poi scelto il vincitore, premiato nella serata finale. |
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Per questo pacchetto proponiamo escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo attraverso i variegati paesaggi naturali della Lunigiana, con possibilità di vedere e visitare allo stesso tempo anche i borghi, i castelli, le piazze delle numerose località che incontreremo nel corso del nostro cammino. E’ possibile servirsi del già definito Trekking della Lunigiana, percorso escursionistico ad anello, tracciato interamente a mezzacosta nell’alta e media Val di Magra; si configura in un circuito a più tappe di varia difficoltà. Questo tragitto può essere effettuato a piedi, ma anche a cavallo o in mountain-bike e si articola in 13 tappe:
Vi è poi lo S.T.E.L (Sistema Turistico Escursionistico Lunigiana), percorso escursionistico che taglia trasversalmente questo territorio e si collega al circuito Trekking Lunigiana: il tema-guida che caratterizza il tracciato è il sistema dei castelli. Dal castello di Terrarossa due tracciati in senso radiale, uno sulla sponda destra, l’altro sulla sinistra della Magra, si prolungano fino a raggiungere i valichi storici che mettono in relazione il nostro territorio con la Liguria e l’Emilia. Attraverso
questo percorso sono
stati messi in
collegamento non solo 22
castelli, ma anche altre
strutture di interesse
architettonico come
pievi, chiese, oratori,
santuari e conventi,
antichi mulini, ponti e
palazzi, che si
incontrano sul percorso,
o che sono raggiungibili
con brevi deviazioni del
tracciato principale (www.lunigiana.ms.it). Esposti questi che sono tracciati già prestabiliti, proviamo ora a dare indicazioni di possibili alternative, lasciando poi liberi i turisti di tracciare personalmente, a proprio piacimento, il tragitto da percorrere.
Tre possibili circuiti da sperimentare in bicicletta o a cavallo, con partenza e arrivo al campeggio, sono: Partendo da Villafranca ci si rivolge in direzione Monti, passando per Castiglione del Terziere, borgo che sorge su un piccolo promontorio, dal quale il castello a forma quadrilatera e fiancheggiato da una massiccia torre quadrata, domina il bacino superiore del Magra. Proseguiamo quindi per Monti di Licciana, piccolo centro storico, di cui fa parte un altro interessante esempio di castello tipico lunigianese, che conserva ancora tracce del ponte levatoio e due torri gemelle sul lato nord della costruzione.
Per giungere poi a Licciana Nardi, che rappresenta la tappa successiva, possiamo scegliere la variante che passa dal piccolo centro di Pontebosio, il cui castello a quattro torri angolari quadrate con abbondanza di balconi e loggiati, è oggi un’elegante villa di campagna. Licciana Nardi è un perfetto esempio di reticolo fortificato che rientrava nella politica della dinastia dominante dei Malaspina, tesa al controllo della Valle del Taverone. Questa località offre un elegante borgo e il palazzo gentilizio di Obizzo Malaspina di stile medievale dall’aspetto severo, come la maggior parte dei castelli situati in Lunigiana, che si presentano compatti e massicci a causa della loro funzione militare di difesa. Salendo ancora in direzione del Passo del Lagastrello incontriamo Bastia e infine Comano, con la sua torre cilindrica coronata da beccatelli in arenaria (“Qualità Lunigiana”). Se si vuole prendere una variante al ritorno, una volta giunti a Monti si prosegue verso Terrarossa dalla quale si risale poi verso Villafranca. Il percorso totale è di 53 km.
Partendo sempre da Villafranca ci dirigiamo questa volta in direzione Pontremoli, seguendo la strada che attraversa i paesi di Groppoli e Mulazzo; quest’ultimo possiede ancora le rovine del Castellaro con le importanti muraglie e l’antica torre a pianta esagonale alta tra i 25 e 30 metri (“Qualità Lunigiana”). Da Mulazzo ridiscendiamo quindi a Pontremoli, il cui castello del Piagnaro è sede del già citato Museo delle statue stele, ma dove si possono anche vedere il palazzo vescovile, l’imponente facciata in marmo bianco della Cattedrale e la torre campanaria simbolo di questa città, il Campanone (“La Riviera di Levante”). Imboccando la strada del ritorno verso Villafranca incontriamo sulla nostra sinistra Filattiera, il cui borgo è situato sul vicino promontorio, mentre lungo la strada a valle è presente la Pieve di Sorano, complesso absidale risalente all’undicesimo e dodicesimo secolo. Svoltiamo in seguito in direzione di Malgrate, il cui castello sorge, attorniato dalle case in pietra del piccolo borgo, su di un colle che sovrasta la valle del Bagnone. La tappa successiva è Filetto, borgo medievale fortificato, particolare per la forma quadrilatera del suo impianto urbano con quattro torri cilindriche angolari, che vi permettono l’accesso solo dalle due porte monumentali, secondo la tipologia classica del “castrum” romano-bizantino (“Villafranca, cuore della Lunigiana”).
Fiancheggiando dunque la presunta “selva oscura” decantata da Dante, che era stato ospitato proprio in Lunigiana durante il suo esilio, si fa ritorno al campeggio, situato a poche centinaia di metri. Il percorso totale è di 34 km.
Partendo in direzione Aulla attraversiamo il borgo di Fornoli, sorto su uno dei tracciati secondari della via Francigena. Del castello restano oggi visibili solo piccoli tratti delle mura; dalla piazza della chiesa, a un’unica navata centrale, si raggiunge il vecchio borgo con alcuni interessanti passaggi in galleria e il caratteristico ponte medievale ad un’arcata che scavalca il torrente Carpena (“Villafranca, cuore delle Lunigiana”). Prima di giungere ad Aulla incontriamo ancora Terrarossa, con il suo palazzo fortificato, la cui costruzione fu iniziata tra ‘500 e ‘600 dal marchese Malaspina e non completata a causa delle sue difficoltà economiche; tuttavia oggi si presenta perfettamente restaurato (“Qualità Lunigiana”). La nostra destinazione è ora la Fortezza della Brunella, che sovrasta dal colle roccioso l’abitato di Aulla, rappresentando la più efficiente struttura militare eretta sul territorio lunigianese. Al suo interno ospita il Museo di Storia naturale e nel parco esterno è stato realizzato un orto botanico (“La Riviera di Levante”). Nel ritorno verso Villafranca si può scegliere la variante che ci conduce a Tresana, borgo oggi abitato da numerosi stranieri che hanno scelto questo luogo per la sensazione di vivere in un’epoca fuori del tempo (“Qualità Lunigiana”); e poi a Lusuolo, paese particolare in quanto tutte le case si affacciano sull’unica strada disposta orizzontalmente lungo il crinale. Il percorso totale è di 34 km.
Se per un giorno invece ci si vuole rilassare ci si può recare alle Terme di Equi, fonte già nota agli antichi romani e sfruttata come stabilimento termale a partire dal 1890. Le acque, radioattive, sono di tipo clorurato-sodico-solfuroso e vengono utilizzate nella cura delle malattie dell’apparato respiratorio, delle malattie cutanee e nelle allergie. Attualmente è possibile usufruire di bagni caldi, idromassaggi, nebulizzazioni, insufflazioni, aerosol e inalazioni. Nella località di Equi Terme è poi possibile visitare il Museo delle Grotte, inserito all'interno del percorso del Parco culturale delle Grotte di Equi. Nello scenario di questo paesino, ai piedi del Pizzo d’Uccello, si aprono la Buca e le Grotte di Equi: un esteso complesso carsico formato nei millenni dall’erosione dell’acqua che ha dato vita a cavità, cunicoli, sale, stalattiti e stalagmiti di grande suggestione.
Di fronte alla buca è appena nato un museo che permette un tuffo nel passato più antico del territorio delle Alpi Apuane e della Lunigiana; un percorso essenzialmente didattico che presenta la storia della natura dei luoghi e della presenza umana ad Equi. Infine, non in Lunigiana, ma comunque nelle vicinanze, è il Sentiero Azzurro, percorso che si snoda per circa 12 km tra Riomaggiore e Monterosso, raggiungendo una quota massima di 200 mt., dal quale si può ammirare la bellezza unica dei paesaggi delle Cinque Terre. Questo sentiero fu costruito nel corso dei secoli dagli abitanti dei borghi per gli spostamenti quotidiani, necessari per la cura delle colture e degli scambi. Di esso fa parte la famosa Via dell’Amore, che ne costituisce la parte iniziale. Questo tratto fu scavato nella roccia a strapiombo sul mare solo in epoche più recenti, ossia intorno agli anni Venti e Trenta (“La Riviera di Levante”). |
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Vista la maggiore bellezza del mare e particolarità delle spiagge della costa ligure abbiamo preferito rivolgere la nostra clientela verso queste località balneari piuttosto che quelle toscane. I luoghi da noi scelti distano tutti all’incirca 40 km dal camping Il Castagneto. Le prime tre località (Fiascherino, San Terenzo, Portovenere), che verranno citate di seguito, fanno parte del famoso Golfo dei Poeti, che si estende verso oriente fino a Bocca di Magra e verso occidente fino a Portovenere. Il Golfo è così nominato in quanto nessun gran nome della poesia a partire dal mondo classico (Ennio, Virgilio), attraverso il Medioevo (Dante), fino alle epoche più recenti e contemporanee (Percy e Mary Shelley, Lord Byron, Virginia Wolf, Pier Paolo Pasolini e tanti altri), è rimasto insensibile di fronte al fascino dei suoi paesaggi. Fiascherino: a metà strada tra Lerici e Tellaro, dietro una ridente scogliera piena di atolli ed anfratti, si estendono le spiagge di questa piccola località; spiagge sabbiose, di dimensioni molto contenute ma allo stesso tempo molto graziose, bagnate da un mare limpido ed immerse in un ambiente naturale di indiscutibile bellezza.
Si può accedere a piacimento, ma sempre percorrendo una lunga scalinata che conduce dalla collina al mare, alla spiaggia libera o allo stabilimento balneare privato, dove è possibile quindi noleggiare sdraio, lettini e ombrelloni, e inoltre pedalò e canoe. San Terenzo: località dove mare e spiaggia si integrano alla perfezione con il centro abitato. L’ampia spiaggia si estende infatti di fronte alle case multicolori, separate dalla stessa da una lunga passeggiata che collega il castello di San Terenzo con quello di Lerici. Ed è proprio dietro al castello che si trova un’altra piccola spiaggia molto carina, di facile accessibilità ma frequentata soprattutto dalla gente locale in quanto situata in una posizione poco visibile per chi non conosce la zona. Portovenere: sito all’estremità occidentale del Golfo, l’accostamento tra l’aspro scenario naturale e le pittoresche case del villaggio, colorate e divise in carrugi, risulta di gran fascino.
E’ possibile accedere sia alla spiaggia che ad una serie di scogli che si allungano sul mare, secondo le preferenze. Di particolare bellezza è la Grotta Byron, incavata nell'aspra roccia del litorale che conduce alle Cinque Terre. La Grotta è dedicata al famoso poeta inglese del XIX secolo, anche se, in realtà Lord Byron, pur decantando le bellezze del golfo, non visitò mai questo luogo, il cui nome originario è Grotta dell'Arpaia (www.5terre.com). E’ inoltre possibile, utilizzando un traghetto di collegamento, recarsi all’isola Palmaria che si trova giusto di fronte, e a brevissima distanza, da Portovenere Cinque Terre: come suggerisce il nome stesso, si tratta di cinque paesi (Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso) arroccati su una scogliera che si sporge sul mare, formando altrettante insenature. Essendo difficile rappresentare a parole la peculiarità e bellezza di questi paesaggi, ci limiteremo qui a suggerire di visitarli personalmente; in particolare consigliamo la prima ed ultima di queste terre.
In entrambi i casi è più agevole accedervi utilizzando la ferrovia, considerata la strada a tornanti necessaria altrimenti per raggiungere i vari paesi, e il fatto che il centro di essi è interdetto alla circolazione, perciò si dovrebbe percorre un lungo tratto a piedi, mentre la stazione è situata già alla base della collina su cui sono situati i paesi e quindi molto più vicina al mare; resta tuttavia da percorrere una breve passeggiata per arrivare alla spiaggia. Il treno si prende dalla stazione di La Spezia, e in breve tempo, solo 8 minuti per Riomaggiore, e massimo 20 minuti per Monterosso, si giunge alle località desiderate. Mentre
Riomaggiore è
caratterizzata
esclusivamente dalla
presenza di scogli ed
una “spiaggia”
composta di grossi sassi
anziché sabbia,
Monterosso offre due
spiagge sabbiose più
tipicamente turistiche.
In entrambe le località
si può comunque godere
della stessa limpidezza
e bellezza del mare. Punta
Corvo: spiaggia
situata in
un’insenatura del
golfo tra Bocca di Magra
e Lerici, ai piedi di
Montemarcello.
Accessibile tramite
traghetto con partenza
da Bocca di Magra. E’ da sottolineare che i luoghi qui presentati non offrono solo una risposta all’interesse legato al mare e alle spiagge, ma anche dei paesaggi naturali e delle particolari strutturazioni dei centri abitati che sono di eccezionale bellezza, può essere dunque interessante prima di recarsi alla spiaggia, fare una passeggiata anche per il centro del paese, oppure nel caso di Portovenere e delle Cinque Terre, ammirarli da un’altra prospettiva, ossia dal mare, grazie al servizio di traghetti che svolgono gite tra queste varie località. |
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Stazione
Taxi Aulla - Tel:
0187 409008 Stazione
Taxi Licciana Nardi
- Tel: 0187-474129 |
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